Carlo Pontevolpe: “Vi voglio bene” e un sogno chiamato Luca Carboni

Carlo Pontevolpe

Carlo Pontevolpe è un cantautore che fonde la tradizione della musica d’autore italiana con influenze pop internazionali. Dopo anni di scrittura e ricerca interiore, ha esordito ufficialmente nel 2024 con il singolo Le Opportunità, seguito da Vi Voglio Bene, brano che segna una nuova maturità artistica e personale. La sua musica nasce da esperienze vissute, trasformando emozioni e riflessioni in testi diretti e autentici. Tra le sue principali influenze spiccano artisti come George Michael e Luca Carboni, punti di riferimento che hanno accompagnato il suo percorso musicale.

 

Il tuo primo singolo “Le Opportunità” e ora “Vi Voglio Bene”: c’è un filo conduttore che lega queste due canzoni o sono nate da esigenze diverse?Grazie per questo spazio e per questa bella domanda. Sono nate sicuramente da esigenze diverse e infatti sono state scritte in fasi molto distanti della mia vita. “Le Opportunità” è una canzone più ingenua oserei dire. “Vi Voglio Bene” è decisamente più matura. Sicuramente il filo conduttore che vedo è la volontà di comunicare partendo dalla mia quotidianità poiché entrambe nascono da esperienze vissute.

Hai esordito ufficialmente a settembre 2024, ma la tua scrittura ha radici più lontane. Cosa ti ha spinto a superare la paura del giudizio e pubblicare la tua musica?
Dopo i 30 anni, iniziando un percorso di crescita personale e ricerca interiore, mi sono guardato indietro e ho capito che queste canzoni erano importanti per me e dicevano tanto della mia persona. Se avessi una macchina del tempo, tornerei indietro e direi a quel ragazzo chiuso nella sua cameretta che il valore delle cose non è determinato dal successo o meno che riescono ad ottenere, ma dall’esperienza stessa di farle. Purtroppo, molte nozioni una volta non erano disponibili o addirittura non le avevamo nemmeno comprese a livello di società. Penso ci sia stata negli ultimi anni un’evoluzione importante su certi temi come l’accettazione di sé.

La tua musica fonde la tradizione cantautorale italiana con sonorità pop internazionali. C’è un artista o un album che ha segnato particolarmente il tuo percorso?
Ne cito due, agli antipodi: George Michael e Luca Carboni. Il primo è il mio artista preferito in assoluto. Quando è venuto a mancare nel 2016, Carboni era uscito con il suo album più pop “Pop-up” e mi salvò. Nel senso che allora non riuscivo più ad ascoltare George Michael perché mi faceva pensare troppo alla sua morte di cui sono rimasto malissimo. Non che ascoltassi solo lui ma mi sentivo di aver perso un riferimento, almeno per un po’. “Pop-Up” mi ha fatto riscoprire il piacere del pop e da lì ho voluto riscoprire i lavori precedenti di Carboni e devo dire che l’ho apprezzato sempre di più. La sua capacità intima di raccontare in musica, mi ha colpito e influenzato profondamente nella mia scrittura.

Il debutto dal vivo al The Leaf Music Fest di Milano è stato un momento importante. Cosa hai provato a portare “Vi Voglio Bene” sul palco per la prima volta?
Cantare live è sempre bello per me. Portare una canzone così personale è stata davvero una sfida. Temevo di non reggere l’emozione ma alla fine è andata bene. Quando ho cantato la frase in cui dico “e che un giorno dovremo dividerci” mi è tremata la voce per un attimo ma per fortuna sono riuscito a non cedere.

 

Oggi sei un artista più autentico e libero. C’è una tappa futura che immagini come un nuovo traguardo per la tua carriera?
Una tappa personale è sempre quella di godermi tutto senza stare troppo ad analizzare i numeri e i risultati, ma focalizzandomi sull’esperienza in sé. A livello artistico, mi piacerebbe essere riconosciuto come autore e poter firmare un brano di qualche artista importante.

Se potessi duettare con un artista del passato o del presente, chi sceglieresti e perché?
Cito ancora Luca Carboni. Quando è uscita “San Luca” di Cesare Cremonini, devo dire che ho provato una forte invidia per il suo duetto con Carboni! Ho provato varie volte a contattarlo ma senza successo. Ho avuto anche la fortuna di incontrarlo una volta ad un firmacopie ma purtroppo non avevo ancora materiale da fargli ascoltare. Se dovesse ricapitare, non mancherò di farlo. Non sono un illuso, ma sognare non costa nulla! E poi lui venne scoperto perché portava i testi che scriveva a Lucio Dalla e agli Stadio, non è forse ora che anche lui scopra qualcuno dal nulla?! Io sono qui Luca! Si scherza ovviamente.

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